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Documenti e Comunicati sabato 26 aprile 2008 alle ore 18.08
 

KASPAR HAUSER MUSICAL OPERA
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Autore del testo: Gerardo Tristano © 2007
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Il presente testo è pubblicato dalla ARS PHONE’© 2007

RM : RECITANTE MASCHILE
VW : CAPITANO
KH : KASPAR HAUSER (RECITANTE E CANTANTE)
G  : GUARDIA
RF : RECITANTE FEMMINILE
A  : AUTORE (ANSELM VON FEUERBACH)
D  : PROFESSOR DAUMER
DUE SIGNORE
DUE BAMBINE (CANTANTI)
DONNA DELLA STRADA (CANTANTE)
CORO MISTO


Scena al buio totale.

MUSICA
INTERNO DELLA TORRE DEL VESTNER TOR
RM:Norimberga.Lunedì 26 maggio 1826.Pentecoste.Tra le quattro e le cinque del pomeriggio.Un cittadino abitante in Unschlittplatz indugia
davanti casa sua.Si guarda intorno e scorge un giovane in abiti contadini,dal portamento decisamente strano,ha in mano una lettera.
Una guardia entra nella Torre.Porta in braccio KH addormentato.Lo depone sul giaciglio di paglia.Esce.Entra il Capitano.
vW:Chi sei,come ti chiami?
(Con la lettera in mano.Lamentoso.)
KH:Diventare cavaliere come mio padre.
vW:Che mestiere fai?
KH:Non so.
vW:Da dove vieni?
KH:Diventare cavaliere come mio padre.
vW:Come mai sei qui?
KH:Chissà.
vW:Dov'è il tuo passaporto?
Entra la guardia.
KH:Diventare cavaliere come mio padre.
G:Capitano,vediamo se è capace di scrivere.
Gli danno carta e penna.
(Il Capitano lo invita a scivere il suo nome.KH prende la penna e con sicurezza scrive:KASPAR HAUSER.Osservano il foglio.)
vW:Da dove provieni?
KH:Non so...Diventare cavaliere come mio padre.
Escono tutti tranne KH.

MUSICA
RM:L'andatura era un arrancare incerto e barcollante,a metà tra la posizione eretta e la caduta.Invece di poggiare prima il calcagno,
sollevava la gamba e metteva a terra tallone e
punta insieme.
(MUSICA)
RM:La sorprendente comparsa di KH a Norimberga si trasformò nei giorni e nelle settimane seguenti in un enigma oscuro e
terribile di cui si cercò invano la chiave con una serie di ipotesi.
(MUSICA)
RM:Tutt'altro che idiota o pazzo,e così mite,arrendevole e buono che a nessuno sarebbe mai venuto in mente di ritenerlo un
selvaggio o un
ragazzo cresciuto tra gli animali della foresta,questo sconosciuto rivelava da un lato una carenza così totale di parole e
concetti-salvo
quel paio di espressioni che ripeteva di continuo-, un'ignoranza così assoluta degli oggetti più comuni e dei fenomeni
naturali più quotidiani,
una tale indifferenza,un tal ribrezzo di fronte a tutte le abitudini,le comodità e i bisogni della vita,e presentava dall'altro
caratteristiche
così fuori del comune nel corpo e nello spirito che il dilemma cui ci si
trovava di fronte era se ritenerlo un abitante di un altro pianeta miracolosamente piovuto
sulla terra oppure quella creatura di Platone che,nata e cresciuta sotto terra,soltanto nella maturità è salita in superficie,
alla luce del sole.
Si vedono entrare persone nella stanza della torre.Ognuno depone un dono per KH:sono
tutti giocattoli.

CORO
Esce il gruppo di persone

INTERLUDIO
Canzone di Kaspar.
(Kaspar canta intento ad adornare i suoi giocattoli con nastri,cordoncini o pezzetti di carta varipinti.)

SILENZIO
Kaspar tenta di dar da mangiare ai suoi animali(giocattoli).
Entra la guardia
G:Kaspar!Quelli
(Indicando con la mano)
non possono mangiare.
Kaspar risponde gesticolando e indicando le molliche di pane rimaste attaccate al loro muso.
RM:Da questo e da molti altri fatti nacque il sospetto che la sua mente infantile
(Kaspar attacca i suoi disegni alle pareti della stanza.)
RM:non fosse ancora in grado di distinguere tra ciò che è vivo e ciò che è morto,ciò che è animato e ciò che non lo è,il mondo
organico e l'inorganico,le cose naturali e quelle artificiali.Animali ed esseri umani li distingueva solo dalla forma,uomini e donne dal
vestiario,
preferendo quello femminile per la varietà e vivacità dei colori;anche in seguito espresse sovente il desiderio di diventare una
ragazza,
ovvero di indossare abiti da donna.
Tutti si convinsero però che non era tanto un povero sempliciotto,quanto uno sventurato al
quale era stata negata ogni possibilità di istruzione e di sviluppo mentale.Nonostante ciò a nessuno sarebbe mai venuto in mente
di ritenerlo un selvaggio o un ragazzo cresciuto tra gli animali della foresta.
RF:Da una parte una carenza così totale di parole e concetti,dall'altra presentava caratteristiche sorprendenti.

SCENA DELLO SPECCHIO
Donna della strada : Canzone.
RF:Quando lo misero davanti a uno specchio,allungò la mano verso la propria immagine riflessa
e poi si chinò a cercare la persona nascosta dietro la superficie.
RM:Alcune settimane più tardi un corteo nuziale di contadini sfilò a suon di musica sotto le finestre della sua stanzetta sulla torre.

MUSICA DALL'ESTERNO
Buio sulla scena.Si ode la musica dall'esterno.
RF:...e quando l'ultima nota si spense continuò a restare in ascolto,senza muoversi,quasi volesse accogliere in sé le ultime
vibrazioni di
quei suoni celestiali,o come se l'anima
avesse abbandonato il proprio corpo irrigidito per andar dietro a quelle note.
RM:Chi si occupò di Kaspar Hauser?Ebbene,fortuna volle che Kaspar conoscesse il benemerito professor Daumer,un giovane
studioso che
sentì nel proprio intimo il dovere di occuparsi dello sviluppo intellettuale e dell'istruzione di questo infelice.Altra persona
importante fu il
borgomastro Binder,che doveva nutrire per Kaspar un interesse non solo umano,ma anche e soprattutto professionale:per
svelare il
mistero a nulla sarebbero serviti interrogatori et similia.E finalmente riesce a enucleare una storia che il 7 luglio dello stesso
anno, rese di
dominio pubblico.
Kaspar deambula nella sua prigione,guarda e abbraccia i suoi cavalli.
RF:Che cosa era vero?...
Musica in rilievo
RF:...Che cosa rimaneva da capire?Questo era ciò che riportava il borgomastro Binder.
Continua musica
RM:Non conosce la propria identità né il proprio luogo di origine.Solo a Norimberga è
"venuto al mondo"; soltanto qui ha appreso che,oltre a lui e all'"uomo da cui è sempre stato",esistono altri uomini e altre
creature.
Per quanto si ricorda,è vissuto sempre in un
buco (un locale piccolo e basso che talvolta chiama anche gabbia),seduto a piedi scalzi sul pavimento,con indosso
soltanto una camicia e pantaloni di pelle aperti sul didietro.Nella sua stanza non ha mai udito un rumore,né d'uomo,
né d'animale o altro.Non ha mai visto il cielo
né scorto un chiarore (la luce del sole) come qui a Norimberga.Non ha mai potuto accorgersi della differenza
tra il giorno e la notte e
ancor meno ha avuto occasione di vedere le belle luci
del cielo.

LE BELLE LUCI DEL CIELO
Ingresso di una bambina che intona il suo canto a Kaspar.
Musica

ENIGMA
RM:Questa storia della misteriosa reclusione e dell'abbandono di una giovane creatura è
davvero un enigma terribile e insieme insolito e sinistro.Le condizioni psichiche di KH durante la reclusione erano quelle di
una persona che,
immersa in un sonno profondo sin da bambina,
continua a dormire questo sonno cupo,privo di sogni,ovvero occupato da un unico sogno,sempre quello,finché,catapultata
in un vortice
di suoni e di colori,si sveglia di soprassalto per la paura e il dolore,si guarda intorno stordita e non sa dire come le sia accaduto.
RF:L'esperienza per lui nuova dell'aria esterna dovette stordirlo,la luce chiara del sole abbagliarlo.Anche se i suoi occhi
avessero guardato
senza restare abbagliati,egli non avrebbe notato o riconosciuto nulla. Come sia riuscito,da solo,o in carrozza ad
arrivare a Norimberga
è una domanda che interesserebbe più la magistratura che non il pubblico.Kaspar ricorda solo
di aver camminato e di non aver usato mezzi di trasporto almeno per quanto possa ricordarlo.

DELITTI
Musica
RF:I delitti commessi contro Kaspar,per ciò che risulta dagli atti sono:
RM:Il reato di sequestro di persona,aggravato sia dalla durata,sia dalla natura,avendo esso comportato per la vittima particolari
maltrattamenti,tra i quali il giaciglio bestiale,l'alimentazione scarsa,a malapena sufficiente per un cane,ma soprattutto
la privazione di
ogni strumento di crescita intellettuale.
RF:Il reato dell'abbandono.Date le sue condizioni psichiche e fisiche,l'abbandono assumeva nel suo caso anche il carattere di
pericolo
mortale:egli rischiava infatti di precipitare nel fiume Pegnitz che scorreva lì vicino o di essere investito da cavalli o carrozze.
Se il diritto
comune o il codice penale bavarese contemplassero il delitto contro le facoltà dello spirito o,come sarebbe più corretto definirlo,
contro
l'anima,tale delitto dovrebbe essere punito alla stregua del reato di sequestro di persona.
RM:La privazione della libertà,per quanto già in sé un male irreparabile,non si può in alcun modo paragonare con la serie
incalcolabile
di beni preziosi e insostituibili che la prigionia,per la forma stessa che ebbe,o negò del tutto all'infelice,oppure distrusse o
compromise
per il resto della vita,come dimostrano le cicatrici che l'orribile oltraggio gli
ha lasciato non soltanto sul corpo,ma in quella che è la sfera più profonda e sacra
dell'essere umano,ovvero lo spirito.E' pur vero che la reclusione subita nell'infanzia non ha provocato in Kaspar né idiozia
né follia.
Tuttavia la falla che il crimine di cui è stato vittima ha aperto nella sua vita non si può più chiudere in nessun modo,il tempo
non vissuto
non si può più rivivere,la giovinezza volata via durante il sonno dell'anima è ormai irrimediabilmente perduta.
RF:Anche concedendogli lunga vita,Kaspar rimarrà per sempre una creatura senza infanzia e
senza giovinezza.

CREATURA SENZA INFANZIA
RF:Un essere mostruoso che,contro le leggi della natura,ha cominciato a vivere quando era
già a metà del suo cammino.
Continua musica.
RF:L'infanzia perduta,proprio perché trascorsa in quel sonno di cui si diceva,non poteva
perciò essere superata,ma solo recuperata,e d'ora in poi lo seguirà fin negli ultimi anni
sempre fuori tempo,e proprio per questo non come un genio sorridente,bensì come uno spettro inquietante.

L'AUTORE
Entra l'autore:Paul Johann Anselm von Feurbach.
(Avanza verso la platea.)
A:Kaspar Hauser era già da oltre un mese a Norimberga quando tra le ultime novità sentii raccontare anche di questo trovatello.
All'epoca
Kaspar alloggiava ancora nella torre del
Vestner Tor.
(Indica con la mano la figura di Kaspar che è sullo sfondo.)
A:Chiunque poteva fargli visita.E bisogna dire che egli suscitava non meno interesse del
canguro e della iena addomesticata al famoso giardino zoologico del signor von Aken.Lo
trovammo a piedi nudi vestito semplicemente con un paio di vecchi pantaloni lunghi e una camicia. Quando entrammo nella sua
stanza,
lungi dal mostrarsi scontroso o timido,ci accolse
con fiducia e un'espressione di gioia.
Entrano due uomini,due signore e due bambine. Kaspar gioisce.Si presentano a Kaspar
che li scruta attentamente con lo sguardo rivolto ad ogni singola parte del volto e accenna ad un saluto.

MUSICA
Cantano le due bambine.
KH:Kaspar molto bravo.Uomo non cattivo,uomo non fatto male a me.Tornare a casa.
A:Raccontaci la tua storia.
(Kaspar,rivolto verso la finestra,si ritrae per ripararsi dai raggi di luce.)
KH:Perché non qui?Tornare a casa.Io ubbidiente e fare quel che mi si dice.
A:Guarda fuori dalla finestra,che splendida estate.Non trovi bello tutto ciò?
(Kaspar ritorna alla finestra,ma di nuovo indietreggia con ribrezzo.Con orrore.)
KH:Brutto!Brutto!
(L'autore di nuovo verso la platea.)
A:Prediligeva il rosso,odiava il giallo.Era animato da curiosità e sete di sapere.Inoltre
amava molto il disegno.
(Indicando Kaspar)
A:Circa un'ora dopo averlo lasciato,lo incontrammo per strada mentre veniva condotto dal borgomastro.Gli rivolgemmo la parola e
quando gli chiedemmo di dirci i nostri nomi,egli chiamò ciascuno di noi,senza riflettere o interrompersi,per nome e cognome,
ricordando
perfino i titoli che pure dovevano essere per lui un assoluto nonsenso.
RM:Ma perché aveva esclamato più volte:<<Brutto!Brutto!>>?Perché?Che cosa si era presentato al suo sguardo?
Pausa
RM:Non riusciva a riconoscere e distinguere i singoli oggetti come gli riuscì più tardi quando quella visione sparì del tutto.
Nonostante i progressi nell'apprendimento,l'esperienza della
luce e dell'aria aperta;la sconcertante molteplicità di stimoli che egli riceveva di continuo
e che coinvolgevano ad un tempo tutti i suoi sensi;lo sforzo che la sua mente assetata di
sapere faceva per uscire in certo qual modo da se stessa,per afferrare e divorare famelica qualunque novità,ebbene,
tutto questo era
più
di quanto un corpo debole e un sistema nervoso fragile,iperstimolato e sovraeccitato potessero sopportare.In effetti Kaspar si
ammalò,o
perlomeno cadde in uno stato di tale malessere da far temere qualcosa di grave.
RF:Kaspar Hauser fu prelevato il 18 luglio dalla torre
(Sullo sfondo qualcuno accompagna fuori KH.)
RF:e affidato alle cure del professor Daumer.
INTERNO DELLA CASA DEL PROF.DAUMER -- MATTINA
Il risveglio di Kaspar Hauser.Conseguenze.

(Il professor Daumer mima una lezione di scienze naturali a Kaspar Hauser.)
RF:Uno dei compiti più difficili,che richiese tempo, pratica e prudenza,fu abituarlo a una
dieta regolare.Il professor Daumer osserva nei suoi appunti che l'assunzione regolare della carne provocò in Kaspar dei
cambiamenti:la
sua vivacità mentale diminuì,gli occhi persero lucentezza ed espressione,la smania di fare si placò,e alla carica di energia
subentrarono la
voglia di divertirsi e l'indifferenza.Che in tutto questo c'entrasse la carne o non fosse piuttosto conseguenza del
naturale attenuarsi
di uno
stato di doloroso sovraeccitamento,resta tutto da dimostrare.Il professor Daumer cercò di tenerlo occupato in vari lavori.
Lo iniziò
al mondo
della natura di cui imparava a conoscere con ammirato stupore i molteplici aspetti.
Musica
RF:Ci vollero tanta fatica e frequenti rabbuffi per fargli capire la differenza tra la materia organica e l'inorganica,tra ciò che
vive e
ciò che è inanimato,così come tra il moto volontario e quello trasmesso dall'esterno.
RM:Kaspar continuava a percepire le forme umane e animali che vedeva scolpite nella pietra,intagliate nel legno o dipinte,
come
creature
vive e dotate di tutte quelle qualità che notava in se stesso o negli altri esseri viventi.Trovava perciò molto curioso
che i cavalli,gli
unicorni,gli struzzi,eccetera,dipinti o scolpiti sulle facciate delle case,rimanessero sempre fermi nello stesso posto.
Qualunque
movimento era per lui
volontario,e la cosa che si muoveva,animata.
Un foglio di carta vola via nella casa di Daumer.
RM:Un foglio di carta che il vento aveva fatto cadere dal tavolo,era scappato via.L'albero gli dimostrava che era vivo
muovendo
rami e
foglie,e parlava quando le sue fronde stormivano al vento.Il professor Daumer ci mise un bel pò a convincerlo che una palla
nonpuò
muoversi di sua volontà.
(Kaspar prova a formare una pallina di pane e a farla rotolare.)
Kaspar capì il concetto solo quando,formata che ebbe una pallina di pane,su invito del professore la fece rotolare davanti a sé.
INT. DELLA CASA DEL PROF.DAUMER -- SERA
RF:Era una limpida sera d'agosto (1829),quando il suo insegnante gli mostrò per la prima volta il cielo stellato.Impossibile
esprimere
a parole il rapimento che Kaspar provò.

IL CIELO STELLATO
KH:Questo,questo è quanto di più bello abbia mai visto al mondo.Ma chi ha messo lassù tutte quelle luci?Chi la accende?Chi le
spegne?
Brillano sempre,ma non sempre si vedono.
Kaspar sprofonda nei suoi pensieri e rimane immobile come una statua.Si accascia tremante
su una sedia in preda alla malinconia.Sguardo fisso nel vuoto.
KH:Perché mi ha tenuto rinchiuso senza farmi vedere queste belle cose?Non ho fatto nulla di male.
Rimane solo in scena.
Silenzio
Musica
(Kaspar scoppia in un pianto inconsolabile. Rimane immobile. )
RF:Prima del grande spettacolo del cielo stellato,Kaspar non aveva mai espresso del
risentimento verso quell'uomo,e tantomeno ne aveva desiderato la punizione.
(Interrogativo)
RM:...La famiglia?Solo in casa Daumer Kaspar elaborò il concetto di famiglia,di parentela e di amicizia,del rapporto tra genitori e
figli e
tra fratelli.
(c.s.)
RF:E i sensi?La qualità di tutti i suoi sensi fu di un'acutezza quasi soprannaturale.

VISTA
Sulla scena viene mostrata la foto di un grande occhio.
Musica
RF:Per quanto riguarda la vista per lui era come se il buio non esistesse.Avanzava ovunque di notte con estrema sicurezza e
rifiutava qualsiasi lume.All'imbrunire vedeva di gran lunga
meglio che in pieno giorno.Leggeva un numero civico a centottanta passi di distanza.
(Pausa)
RF:Risultò che fosse capace di riconoscere a notte fonda perfino colori scuri come il blu e il verde.E riusciva a vedere le
costellazioni
distinguendone le singole stelle.La sua vista era altrettanto infallibile da vicino.

UDITO
Sulla scena viene mostrata la foto di un grande orecchio.
RM:Quasi altrettanto fine e potente era il suo udito.Una volta ebbe occasione di confrontare
il suo udito con quello ancora più elevato di un cieco capace di percepire anche il passo di
chi camminava a piedi nudi.Anche in questo la sua sensibilità uditiva diminuì da quando aveva cominciato a mangiare carne.

OLFATTO
Sulla scena viene mostrata al foto di un grande naso.
RF:Fra tutti i sensi fu l'olfatto a dargli i fastidi maggiori e a rendergli la vita in mezzo agli altri un vero tormento.Ciò che per noi
è inodore,
per lui non lo era;le fragranze più delicate e gradevoli,per esempio il profumo della rosa,per lui erano cattivi odori,oppure
eccitavano dolorosamente i suoi nervi.
(Pausa)
RF:Tranne l'odore del pane,del finocchio,dell'anice e del cumino,a cui aveva fatto l'abitudine già nella sua prigione,tutti gli altri li
trovava più o meno ripugnanti.Tutte le sue
passeggiate di ricreazione,si trasformavano,a causa degli odori,in emicrania,sudori freddi e accessi di febbre.Una volta l'odore acre
dell'aceto,
che si trovava a un passo buono di
distanza da lui,produsse un tale effetto sui suoi nervi olfattorio e ottico che gli occhi cominciarono a lacrimargli.Il fetore di qualsiasi
tipo di
escrementi gli era assai più gradito dell'acqua di Colonia o dell'aroma della cioccolata.L'odore della carne era per lui il più terribile,
persino
il tanfo delle feci di gatto e dello stoccafisso li trovava più sopportabili.

TATTO
Sulla scena viene mostrata al foto di un grande dito.
RM:La particolare natura del tatto di KH e la sua sensibilità specie ai metalli avevano
colpito il professor Daumer sin da quando il giovane si trovava nella torre.Una volta il professor Daumer nascose sotto un foglio
di carta un
anello d'oro,un compasso di acciaio e ottone e un tiralinee d'argento,poi gli ordinò di passarci sopra il dito,senza però sfiorare
la carta; Kaspar fece come gli era stato detto,e dalla diversa forza d'attrazione esercitata
da ciascun metallo sulla punta delle sue dita fu in grado di distinguere perfettamente sia la
forma che
la materia di tutti quegli oggetti.
(Pausa)
RM:Effetti non meno vistosi ebbe su di lui il magnetismo animale,a cui rimase sensibile molto più a lungo che non ai metalli...
Parlava di un
vento che gli soffiava contro.
RF:Lasciamo ora il lato fisico e fisiologico di Kaspar e cerchiamo di penetrare in una sfera
più profonda del suo essere.Quando lasciò la sua prigione ed entrò nel mondo della luce,nella sua anima,che traboccava di
tale infantile
bontà e tenerezza da renderlo incapace di far male
a un verme o a una mosca,figuriamoci a una persona,e che si sarebbe rivelata sotto ogni
aspetto pura e immacolata come il riflesso dell'Eterno nell'anima di un angelo,non c'era
neppure la più vaga idea di Dio,né l'ombra di una fede in un Essere superiore e invisibile.

UNA BESTIA
RF:Nutrito come una bestia,dormiente persino nella veglia,senz'altro stimolo nel deserto della sua cella che quello dei più grossolani
bisogni animali,Kaspar viveva né più né meno come un'ostrica che,attaccata allo scoglio nulla sente se non la propria
(più forte)
RF:voracità,nulla percepisce se non il monotono frangersi delle onde,e
(normale)
poiché nell'angusto spazio del suo guscio non riesce in alcun modo a figurarsi un mondo al di fuori del suo, tanto meno è capace
di intuire
qualcosa di ciò che è sopra la terra e sopra
tutti i mondi.
Entra un gruppo numeroso di persone
RM:Così Kaspar rientrò nel consorzio umano,sì senza pregiudizi di sorta,ma anche privo di qualsiasi senso dell'invisibile,dell'incorporeo,
dell'eterno.Nei primi tempi considerava reale soltanto ciò che poteva

PANTOMIMA
(A voce alta)
Tutti:VEDERE,UDIRE,TOCCARE,ODORARE,ASSAPORARE.
Pantomima in scena.
RM:E la sua mente,che andava a poco a poco imparando a ragionare,non accettava nulla che non poggiasse
(A voce alta)
sulle sue percezioni sensoriali,o che non si potesse ricondurre alla sfera dei sensi o alla forma di un concetto grossolano ma chiaro.
Kaspar rimase a lungo tetragono a qualunque insegnamento religioso.
(Kaspar Hauser al professor Daumer)
KH:Cosa vogliono i religiosi con tutte quelle storie.Io non riesco a comprendere.
D:Non senti che esiste qualcosa di invisibile?Che non si possa toccare?
(Muto e impassibile.)
KH:**********
D:Non hai pensieri,immagini,volontà anche tu?
KH:...Sì talvolta.
D:E puoi vederli,sentirli?
KH:No,non riesco.
D:Allora esistono cose che non si possono vedere né percepire esteriormente.
(Stupefatto)
KH:E'così!
(Gira intorno a sé)
Silenzio
D:Dio allora è uno spirito che ha col mondo lo stesso rapporto che i tuoi pensieri e la tua volontà hanno col tuo corpo.
Come il pensiero può muovere mani e piedi,così fa Dio con il mondo.
Pausa
D:Puoi muovere un braccio?
KH:Ma certo!
D:Muovili entrambi.
(Kaspar alza le braccia.)
D:Vedi tu stesso che il tuo pensiero e la tua volontà invisibili,ovvero il tuo spirito,possono essere e agire contemporaneamente
in tutte e due le braccia,cioè in due posti diversi.
(Pausa.Prosegue.)
D:Questo,ma in grande,vale anche per Dio:ora dunque capirai cosa significa dire che Dio è onnipresente.
KH:Posso chiedere a Dio qualcosa di preciso?
D:Certo che puoi!
KH:Voglio guarire dalla mia malattia agli occhi.
(Porta le mani agli occhi)
D:E'bene però che sia la saggezza di Dio a giudicare se esaudire la tua preghiera.
KH:Ma io voglio riavere i miei occhi per studiare e lavorare,e questo non può che essere un
bene per me; dunque Dio non può avere nulla in contrario.
D:Talvolta ci mette alla prova attraverso la sofferenza. Non possiamo essere certi della preghiera.
KH:Ma Dio è capace di far tornare indietro il tempo?
Musica.
RF:Una domanda che celava nel fondo il quesito se Dio potesse mai restituirgli l'infanzia e la giovinezza perdute vivendo
sepolto in una cella.

RM:Per molto tempo Kaspar nutrì un incoercibile avversione per due categorie:i medici e i religiosi;i primi per le loro disgustose
medicine,i secondi perché lo spaventavano e lo confondevano con le loro chiacchiere incomprensibili.Mi fanno orrore.
(KH:Rivolto a Daumer)
KH:Perché questa gente mi ha tormentato tanto?!Un giorno ne sono venuti quattro in una volta
là sulla torre e mi hanno detto che Dio ha creato tutto dal Niente.Non se ne andarono finché
non feci loro capire che desideravo essere lasciato finalmente in pace.
RF:I crocifissi gli suscitavano un orrore indicibile poiché d'istinto continuava a considerare vive le immagini dipinte o scolpite,
mentre i
canti dei fedeli gli parevano strilli insopportabili.
RM:Intanto faceva progressi in aritmetica e in scrittura,tanto che nell'estate 1829 era ormai
in grado di assencondare il desiderio dei suoi superiori e mettere per iscritto il racconto della sua vita.Nel suo prurito di scrittore,
mostrava la cosiddetta biografia a visitatori del posto.E'molto probabile che proprio queste voci abbiano spinto qualcuno a
tentare di lì a poco,nell'ottobre dello stesso anno,di porre tragicamente fine alla sua breve vita.
RF:Dunque era fallito il piano architettato per seppellire vivo il poveretto sotto le onde del mondo a lui sconosciuto;a questo
punto,la sua
uccisione diventava per gli oscuri criminali una sorta di legittima difesa.
Pausa.
RF:Dalle undici alle dodici del mattino,Kaspar era solito recarsi a lezione di aritmetica.
Sabato 17 ottobre però,il suo educatore,vedendo che non si sentiva bene,preferì tenerlo a casa
.A quell'ora il professor Daumer usciva per una passeggiata,perciò oltre a Kaspar,che si
sapeva in camera sua,c'erano in casa soltanto la madre e la sorella,costei occupata dalle pulizie.E proprio verso le dodici,la
sorella scorse
sulla scala che dal primo piano conduce in cortile numerose macchie di sangue che subito lavò,senza immaginare nulla di
particolarmente
grave.
Pensò che Kaspar avesse perso sangue dal naso e si recò nella stanza per chiedergliene ragione.Non lo trovò,ma notò vicino
alla porta altre
tracce di sangue.Raggiunse la latrina dove trovò una grossa chiazza di sangue rappreso;quando la mostrò alla fglia del padrone
di casa,
appena sopraggiunta,questa suppose che fosse il sangue di una gatta che aveva partorito lì i suoi piccoli.
RM:Erano già passate le dodici,la tavola era apparecchiata,ma Kaspar,di solito sempre puntuale all'ora di pranzo,questa volta
non si vedeva.
Pausa.
RM:La madre del professor Daumer lo cercò ovunque,finché decise di guardare anche in cantina.E lì scorse in un angolo invaso
dall'acqua
qualcosa di bianco che traluceva da lontano.Chiese allora alla domestica di controllare cosa fosse quel bianco.

INTERNO DELLA CASA DEL PROF.DAUMER -- GIORNO
RM:Intanto era accorso il figlio del padrone di casa e insieme i due sollevarono da terra Kaspar,che non dava segni di vita e
aveva il viso cadaverico macchiato di sangue.Giunti di sopra,Kaspar emise finalmente un gemito,quindi esclamò con voce
soffocata:
KH:Madre! - Raccontare al professore - Gabinetto - Uomo colpire - Uomo nero - Dire madre - Trovato niente - Mia stanza –
Nascondere
in cantina.

DELIRIO
Buio in scena.Kaspar è nel suo letto.
RF:Fu colto poi da forti brividi,seguiti da convulsioni e infine da un attacco di furore così violento che alcuni uomini robusti
durarono fatica
a tenerlo.Per circa quarantotto ore rimase
in stato confusionale.Nei suoi deliri,durante la notte,pronunciava di tanto in tanto frasi sconnesse del tipo:
(Urlando)
KH:Dire al signor borgomastro - Non imprigionare - Uomo via! - Uomo viene! - Campana via! –
Non uccidere! - Via! Non uccidere! - Io voler bene a tutti;fatto niente a nessuno - Signora borgomastra aiutare! - Uomo buono
anche con te,non uccidere! - Perché uomo uccidere?anche io voglio vivere - Perché tu uccidere me?io mai fatto qualcosa a te –
Non uccidermi!Io pregare
che tu non sei rinchiuso - Non mi hai mai fatto uscire dalla mia prigione,tu uccidere me! - Ucciso me prima che io capito
cosa è vita –
Tu devi dire perché mi hai tenuto rinchiuso.

REPERTUM
RM:La fronte del degente presentava nel mezzo una profonfa ferita la cui origine risale ad un colpo inferto con un arnese molto
affilato,
di taglio o di punta.Così recita il referto medico:<<La ferita attraversa diagonalmente la fronte a 2,28 cm dalla radice del naso
.di modo
che i due terzi della stessa riguardano la metà destra della fronte,l'ultimo terzo la sinistra.La lunghezza complessiva della ferita,
che si sviluppa
in linea retta,è di 4,25 cm >>.Presto numerosi altri indizi segnalarono tracce del colpevole.Quattro giorni dopo il fatto,per
esempio,un signore elegante,con indosso gli stessi abiti dell'uomo nero descritto da Hauser,avvicinò davanti ai bastioni una
donna del popolino diretta in città,
s'informò per filo
e per segno sulla sorte del ferito e giunse con la medesima fin sotto la porta dove era
affisso un avviso pubblico relativo al ferimento di Hauser,che lesse,allontanandosi poi in maniera estremamente sospetta
senza entrare in città.
RF:Ma dove condussero le indagini?
RM:Si sa il braccio secolare non può raggiungere tutte le distanze,e neppure tutte le altezze
e le profondità. Per fare questo dovrebbe disporre di strumenti magici,sì da immobilizzare per un pò in un sonno incosciente
i colossi armati di mazzafrusto che fanno la guardia a certi castelli e picchiano con tale furia che nessun raggio di luce riesce
a infiltrarsi senza danno tra un
colpo e l'altro.
RF:Ma quel che l'atra mezzanotte compie verrà alfine alla luce quando albeggia.
Musica
Entra il professor Daumer.
D:Se Kaspar,che ormai può essere annoverato tra le persone di buone maniere,comparisse in incognito in mezzo a un
gruppo eterogeneo,non tarderebbe a suscitare la curiosità generale.Col senno di un adulto,le convinzioni di un ragazzo,e sotto
qualche aspetto più disarmante di un bambino,egli parla e si comporta spesso con una sorprendente mescolanza di maturità e
infantilismo,che non manca di un effetto comico.
Mite e dolce,senza tendenze viziose,privo di passioni e affetti,fa pensare nella sua immutabile placidità a un lago liscio come uno
specchio nella pace di una notte di luna piena.Incapace di far male a una mosca,pietoso verso
il verme che teme di calpestare,e insieme pavido fino alla codardia,è pronto nondimeno a fare
di testa sua,senza riguardi per nessuno,se si tratta di difendere e far valere propositi che ritiene giusti.Troppo vecchio,pur
avendo saltato
infanzia e adolescenza,per essere ritenuto bambino,troppo puerilmente ignaro per sembrare un giovane;senza coetanei...
senza patria...
senza genitori e parenti,è in certo qual modo l'unica creatura della sua specie:ogni istante
gli ricorda la sua solitudine in mezzo al trambusto del mondo che gli si stringe attorno,la
sua impotenza,debolezza e inettitudine di fronte alla potenza delle circostanze che dominano
il suo destino,soprattutto gli ricorda la dipendenza della sua

persona dalla simpatia o dal malanimo della gente.E questo stato d'animo gli procurava non
pochi momenti di tristezza che si scioglievano in lacrime e lamenti accorati.
Rivolto a Kaspar.
D:Perché quell'umore?
KH:Stavo pensando a quante cose belle ci sono al mondo e com'è duro per me aver già vissuto tanto e non aver visto nulla,e
a come sono fortunati i bambini che hanno potuto vedere tutto
ciò sin dai primi anni di vita e continuano a vederlo.Io sono già così vecchio e ancora devo imparare quel che i bambini sanno
da un pezzo.
Vorrei non essere mai uscito di prigione,chi mi
ci messo,doveva anche lasciarmici.Così,non avendo visto niente,non avrei avuto rimpianti né mi sarei lamentato di non
essere mai stato
bambino e di aver visto così tardi il mondo.
Solo Daumer.
D:Oggi la sua straordinaria,quasi innaturale sensibilità sensoriale si è molto affievolita,rientrando quasi nella norma.Vede
ancora bene al buio e la notte è più che altro
un crepuscolo per lui;tuttavia non è più in grado,come prima,di leggere al buio o di
riconoscere in lontananza gli oggetti più piccoli.Nulla vi è più in lui di straordinario
se non il suo destino e la sua indescrivibile bontà e gentilezza.
Musica.
Voci in sottofondo.
FINALE
SILENZIO
ENTRA UNA DELLE BAMBINE
(Legge un documento)
B:Una mattina di dicembre del 1833, un uomo gli si accostò per strada chiedendogli se non volesse accogliere l’invito del giardiniere di corte e farsi mostrare nel pomeriggio il pozzo artesiano del parco (o forse per rivelargli i veri genitori?). Se sì doveva presentarsi all’ora tale…Verso le quattro Kaspar Hauser comparve nel giardino di corte.Al pozzo artesiano non c’era nessuno ed egli proseguì nella direzione abituale per un centinaio di passi. Quand’ecco da un cespuglio sbucare all’improvviso un uomo che tendendogli una borsa viola gli disse: << Le regalo questa borsa!>>. Kaspar Hauser l’aveva appena sfiorata che sentì una trafittura,l’uomo sparì,lui lasciò cadere la borsa e riuscì a trascinarsi fino a casa.Ma la ferita era mortale.Si spense tre giorni dopo,ma prima di morire riuscì a raccontare ciò che gli era successo. Nessuno seppe mai risolvere il mistero che avvolgeva la sua morte.
(Lentamente nella lettura)
Questo evento drammatico, l’autore del libro-documento su Kaspar Hauser non lo ha mai conosciuto,perché intanto era morto nel maggio (il 27!)dello stesso anno. Per lui Kaspar era (e rimane) ancora in vita.

Sipario

( Quest’ultima parte parzialmente ripresa dal testo di W.Benjamin : Gesammelte Schriften vol.VII,tomo I,Suhrkamp,Frankfurt a M.,1991)
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(Terminato il 20 gennaio 2007 ore 18.10.Autore del testo:Gerardo Tristano.)